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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine |
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"Peppe Perone" a cura di Danilo Sensi |
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Peppe Perone è un giovane artista che nelle sue
esposizioni, attraverso complesse e allusive
installazioni, invade lo spazio facendo uso di figure e
mezzi simbolici che fanno riflettere lo
spettatore………Nato nel 1972, vive e lavora a Rotondi ed
ha svolto sinora la sua attività in parallelo con quella
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del fratello gemello Lucio, artista con cui divide lo
studio. Nel settembre del 1987 si iscrive al Liceo
Artistico Statale di Benevento dove consegue la
maturità nel luglio del 1990. Dal 1990 al 1994 frequenta
il corso di scultura dell’Accademia delle Belle Arti di
Napoli. Uno dei suoi ultimi progetti è stato concepito
per la Galleria Image – Furini Arte Contemporanea di
Arezzo, dal titolo “ La stanza nella stanza”. L’artista
definisce così il suo più recente lavoro: “L’idea è
quella di creare una sorta di grande incubatrice dove le
uova non vengono covate dalle galline, ma da grossi
cucchiai: la gallina in questo caso diviene solo una
mera spettatrice. La grande ricerca tecnologica, la
manipolazione genetica e la clonazione stanno
modificando non solo la vita dell’uomo, ma anche quella
degli animali, che vengono allevati in batteria
riducendosi a rappresentare il valore di ‘solo’ cibo
nella nostra catena alimentare, lasciando modificare la
loro vita naturale e nello stesso tempo quella
dell’uomo. Entrando in questa stanza da riproduttore, si
diventa spettatori insieme alla gallina: ciò è motivo di
grande riflessione generale”. L’idea
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di Perone è quella di affrontare in modo ludico un
problema sociale, quindi di attrarre l’attenzione su un
problema reale usando un’accattivante metafora diretta e
per certi aspetti inquietante. Lo spettatore stesso è
coinvolto in questa operazione innaturale ed è attratto
dalle figure in vetroresina ricoperte di sabbia e che
propongono, nell’irrealtà della materia, |

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una situazione oggettiva. Sempre dalla viva voce
dell’artista si capisce il perché dell’utilizzo di un
materiale tanto effimero quanto coinvolgente: “La
sabbia, che ricopre e cristallizza ogni opera, è la
costante del mio lavoro, è un elemento che mi ha sempre
attratto e che nell’immaginario comune tende a
ricordare le prime manipolazioni infantili, la fragilità
(castelli di sabbia) e la mutabilità continua dovuta
agli agenti atmosferici”. La sabbia allude quindi al
senso ludico, all’eterna trasformazione, alle ideologie
effimere sulle quali a volte la società costruisce le
proprie basi. Gli oggetti d’uso quotidiano diventano,
nell’immaginario e nella materia di Perone,
frammenti senza tempo |
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sospesi, pietrificati. Mantenendo un costante
equilibrio fra una ricerca spettacolare ed esteticamente
attraente, Perone riesce ad incuriosire e spiazzare
l’occhio e la mente dell’osservatore. Il complesso
lavoro dell’artista desta perplessità e intrigo e non si
ferma solo al concepimento dell’idea, ma la rende
concreta, vivibile, entro la quale il soggetto pensante
entra fisicamente e può vivere da protagonista.
L’installazione diventa dunque lo scenario del sogno,
proprio per l’apparente fragilità dei soggetti che la
compongono, e spazio lo mentale in cui sviluppare e
interagire con l’idea stessa. L’utilizzo della sabbia,
così come il meccanismo della decontestualizzazione
degli oggetti o la mancanza di titoli, rafforza, l’aurea
enigmatica e metafisica dell’opera, mantenendone al
tempo stesso, la capacità espressiva. Di fronte al
lavoro di Peppe Perone, nel quale «Il gioco, la
manualità, gli equilibri formali ed estetici si fondono
con le motivazioni concettuali», lo spettatore comincia
ad evadere al di là del proprio tempo, sulla traccia di
libere analogie, simboli e metafore. L’artista
attraverso pause e ritmi, mette in scena vere e proprie
opere teatrali sorrette da regole inspiegabili e
istintive… |
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