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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine

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Gerardo Pecci
Ci Presenta:

"Viaggio Nella
Critica D'Arte...
"

 

Francesco Cairone
Ci Presenta:

"I Grandi Dell'Arte"

 
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Introduzione

Vorrei aprire il discorso sulle - Donne- Artiste con una frase di Simone de Beauvoir, chiamata dai nemici  la grande sartreuse, oppure in senso più spregiativo Notredame de Sartre, a quasi sessant’anni dalla pubblicazione del suo saggio sulla condizione femminile, Le Deuxiéme Sexe, dice: “On ne nait pas femme, on le devient”. Parafrasando l’espressione si può affermare nel caso di artiste viventi o trascorse, che non si nasce artiste, lo si  diviene  con  la  forza  continua  e  la  volontà  ostinata di superare   ogni

pregiudizio, perché  a  differenza  degli uomini,  che nons entono la necessità di porsi la domanda o le domande,  una donna, deve porsi innanzitutto il problema: “ io sono una pittrice”, “io sono un’artista” prima  ancora della questione fondamentale “ io sono  una donna”. L’essere pittrici nell’immediato dopoguerra, significava tentare il superamento di barriere invalicabili, con il dubbio atroce, persistente e snaturante, che ogni passo, ogni conquista, ogni brandello di gloria strappato  al dominio maschile, dei critici e degli artisti, fosse inficiato dal dubbio di una valutazione che non sapevi fino a che punto aderisse alle qualità dell’opera, della professione, dell’artisticità insomma, o, invece della seduzione, della venustà del corpo, dello charme della portatrice di questo “handicap” che era l’Arte per una donna! Tuttavia molti artisti e critici degli anni Cinquanta e Sessanta e oltre hanno rilasciato valutazioni di tutto rispetto e rigorosamente professionali sulle artiste.  A partire dagli Anni’30 del Novecento andando a ritroso nella memoria, è utile ricordare Andrè Breton che aveva dedicato alcuni dei suoi saggi critici a scrittrici come Joyce Mansour e Mimì Parent e aveva promosso e incoraggiato numerose pittrici, tra le quali Frida Khalo e Judith Reigl. Ma nonostante i commenti elogiativi, queste artiste non godettero mai del pieno riconoscimento delle proprie capacità concettuali e creative.  Le altre surrealiste, Meret Oppenheim e Gisèle Prassinos cominciarono a essere apprezzate dal movimento di Breton ; perché precedentemente venivano accolte o perché “scoperte” da alcuni membri del gruppo, oppure perché ne diventavano le amanti, come accadde per Kay Sage, compagna di Yves Tanguy , Remedios Varo, moglie di Benjamin Peret e Leonora Carrington compagna per cinque anni di Max Ernst. La maggior parte di queste artiste era più giovane rispetto ai propri compagni e produssero lavori artisticamente più maturi dopo essersi staccate dai rispettivi maestri, o, in alcuni casi dopo aver preso le distanze da Breton e dall’intero movimento, rifiutando la designazione di surrealiste. Sentiamo cosa scrive Breton a proposito della donna artista in Le Surréalisme e la Peinture in cui commenta i lavori di Judith Reigl, una pittrice ungherese che aveva illustrato le opere di Lautréamont: E’ decisamente insolito e improbabile che una donna sia in grado di governare da

sola il timone della  nave (dell’arte);   deve  necessariamente esserci una qualche forza eccezionale che l’aiuta nell’impresa….Capito l’antifona ragazze dell’Arte? ( lasciate che vi chiami così, anche se avete ottant’anni ) Alla donna non veniva riconosciuta autonomia artistica, nonostante il suo lavoro venisse apprezzato. Care artiste vi sembra che oggigiorno qualcosa sia cambiato? Se sì  fatemelo sapere, proponetevi con i vostri lavori e la vostra onestà intellettuale e professionale, perché in queste pagine si parlerà di voi!

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