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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine

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Gerardo Pecci
Ci Presenta:

"Viaggio Nella
Critica D'Arte...
"

 

Francesco Cairone
Ci Presenta:

"I Grandi Dell'Arte"

 
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Commenti dei visitatori per Rosa Spinillo

Se vuoi scrivere qualcosa anche tu Clicca QUI
TUTTI I COMMENTI SARANNO PUBBLICATI TEMPESTIVAMENTE

Ecco L'opera in regalo:


tit. Dittico"Metamorfosi Vegetale"
acrilico su tela, 40x60

Il Vincitore è Gerardo Pecci. Rosa Spinillo Ringrazia tutti Coloro
che hanno lasciato un commento

 

Ecco i Commenti ricevuti:

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Caro Francesco, Io non sono un 'addetto ai lavori' quindi  le mie riflessioni e commenti sono da ritenersi ovviamente personali ed opinabili. I lavori di Rosa Spinillo rivelano l'indole estremamente sensibile dell'Artista che, dal linguaggio pacato e competente della parola, passa al linguaggio dell'immagine in modo irruento e confusionario. E' come se l'ansia di esprimere con la pittura grandi tensioni psicologiche la conducessero ad abbandonarsi ad una notevole casualità che solo il possesso di più adeguati mezzi tecnici potrebbe rendere accettabile, se non anche lodevole. Io penso che, nell'Arte Moderna, la casualità gioca un ruolo importantissimo allorchè, intercettata ed accettata dall'Artista, diventa specchio fedele del suo 'gusto', educato ed educabile attraverso le sue esperienze, le sue conoscenze, e sopratutto filtrato dalla sua sensibilità. Penso che Rosa Spinillo...con un pò di calma...potrebbe ottenere risultati insospettabili. Caro Francesco, ho 'buttato giù' questo breve commento per te, ma ti confesso che sono un poco imbarazzato. Aggiungo che mi farebbe tanto piacere conoscere Rosa Spinillo di persona. Ti saluto affettuosamente,

Joey Fatigati

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TRA VOLIZIONE VISIVA E ARMONIA SENTIMENTALE
LA PITTURA DI ROSA SPINILLO

di Gerardo Pecci

Natura volitiva e imperiosa, dolce e decisa insieme, entusiasticamente legata a una concezione estremamente vitalistica dell’arte. In questo, forse, è il segreto della pittura di Rosa Spinillo, segnata da un’altrettanto forte e decisa carica mnemonica che la conduce alle radici della stessa gestualità artistica delle origini, verso segni e disegni che possiamo ritrovare fin nelle antiche raffigurazioni preistoriche e, via via, nelle civiltà del Medio e del Vicino Oriente e nella mediterraneità minoica ed egea in generale, fino ad arrivare, poi, alla contemporaneità. Quello che ci propone Rosa è un viaggio nelle nostre radici occidentali, nella cultura storica che appartiene a un mondo che vive dentro di noi, nella nostra lingua, nei nostri gesti, nella nostra sensualità meridionale, passionale e appassionata, nei lontani ricordi di Veneri che nascono dalle tremule e spumeggianti onde marine e nei barbuti visi di anonimi personaggi che ricordano Ulisse e il suo desiderio di conoscenza dell’infinito, verso l’imponderabile destino che accompagna la nostra esistenza.    La pittrice ci dice che non esiste alcuna “ricetta” per un artista della contemporaneità e infatti la propria arte è contrassegnata da una sorta di “anarchia pittorica”, che contraddistingue gli spiriti liberi e gli spazi creativi privi di etichette imbalsamatrici. E anche quando “ripropone” stilemi legati a momenti visivi del nostro recente passato, lo fa con l’occhio disincantato di chi cerca di proporre in modo “nuovo” la propria versione del mondo, il proprio “saper vedere” e  il riconoscere le cose e gli oggetti della vita quotidiana con una diversa e nuova intuizione, in parte ironica, in parte “serissima”, ma sempre nascente dal desiderio di costruire una propria realtà che non è la mimesi classica, ma la consapevolezza che l’arte è creazione, è frutto di profonde e coinvolgenti sensazioni, di calde e durature emozioni, di forti e inossidabili legami con il mondo. L’arte è amore. Il ritorno alla metafisica è, per esempio, soltanto uno spunto superficiale, seppure visivamente concreto, una citazione culturale, che serve all’artista come trampolino di lancio per esprimere se stessa, con tutta la passionalità mediterranea e la propria femminilità creatrice e le dà l’alito vitale perché dalle forme e dai colori, dalla materia pittorica, possa nascere l’imponderabile gesto che contraddistingue la nascita d’ogni vera forma artistica. Ed è il gesto veloce e pieno, pastoso e luminoso nella sua corposità, che possiamo rilevare nella pittura di Rosa, una pittura che ancora è alla ricerca di una sua più solida coerenza, eppure è già più che sufficientemente delineata da una costante ricerca del dato stilistico ed espressivo che meglio possa permetterle di rendere pienamente tutta la vasta gamma di sentimenti che è implicitamente sottesa nella propria vitalità espressiva. Insomma, l’arte di Rosa Spinillo è lavorio continuo su forme e colori, su segni e disegni che man mano trovano una propria fisionomia e identità, alla ricerca di un punto di approdo. La sua pittura è tensione, è andare verso il mondo, verso la vita, verso se stessa, andare incontro alla propria anima che, attraverso un ipotetico specchio, dialoga con l’eternità e lo fa con tutta la carica emotiva dello sguardo, dolce e coinvolgente, di una donna che alzandosi al mattino va coraggiosamente e serenamente incontro al proprio quotidiano destino.

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mi danno la sensazione di energia fortissima che esce dal dipinto e mi raggiunge. sopratutto "il grido - identità distrutta - manichino in fiamme". complimenti!

g.welz@alice.it

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Tutti gli essere umani cercano la felicità (anche se si pensa che non sia di questo mondo) e in questa ricerca qualcuno si ferma al corpo mentre altri la ricercano attraverso l’anima. Gli uomini “comuni” rimangono legati alla materia, i poeti, gli artisti invece con la loro sensibilità esplorano i meandri del pensiero umano e comunicano a volte con la Divinità. Quindi un movimento del proprio io, del proprio essere artista, il cercare l’equilibrio tra l’intima esigenza di chi vuole esprimere se stesso e l ‘aspettative del lettore che desidera il coinvolgimento attraverso immagini a volte emotive, a volte sensitive, a volte oniriche , a volte fantasiose. Solo chi ha raggiunto quest’equilibrio può dire di aver conquistato le altre vette del Parnaso. L’arte , secondo me, espressione dell’animo umano, non può essere fine a se stessa, bensì deve comunicare e trasmettere a chi osserva  emozioni e sensazioni ecco che allora la scrittura, la pittura la musica diventano divine per ascoltatori attenti. L’artista Spinillo, sembra voglia comunicare di tutto e di più in queste sue opere, come se volesse utilizzare  il pennello e la sia  tavolozza quale mezzi per  emanare dai pori della sua pelle  una specie di ansia, di dolore, di spavento, di urloooo…. quelle tensioni che spesso ti piega lo stomaco, ti fa star male….. insomma uno stato di estrema difficoltà.….di vita. Come un rituale magico esterna colori forti, aggressivi ;  esternazione del  sentire  di indisponibilità a volte verso problemi quotidiani nonché calamità naturali o provocate da noi uomini, il mancato assorbimento delle nuove generazioni di valori , e tutto questo è come se li volesse denunciare in queste sue opere. Un’ inquietudine di denuncia al degrado dell’umanità. Ma forse mi sbaglio….. perché la pacatezza della Sua parola, del Suo scrivere  sembra non adeguarsi alla Sua pittura….La sua è invece  una ricerca del voler guardare oltre?…ma allora come mai  gli occhi delle sue figure , mai delineate, mai precise, sono freddi ed a volte vuoti? Non vedono nulla oltre?….l’orizzonte è vuoto? L’artista probabilmente  vuole restare nel suo mondo, nel suo sentire, nel suo manifestare ed allora lasciamo che esterni  con la parola soave e lineare,  con la pittura inquietante e sconvolgente il suo essere…ma lasciamo comunque che esterni e noi saremo ben felice di poterla comunque ammirare nella sua piramide di sensibilità che da una base solida, necessariamente arriva al culmine di un vertice raggiunto … o da raggiungere nel suo essere artista…..ma  soprattutto donna.

Grazie
Carla Colombo

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E' un universo drammatico e misterioso, quello di Rosa Spinillo, dove i tratti, le combinazioni dei colori, tutto contribuisce  a creare un 'atmosfera irreale e terrificante. Attraverso le sue tele l'artista esorcizza le sue paure, libera le sue ansie, paure ed ansie non riferibili al quotidiano, ma a quelle ancestrali, radicate nell'essere umano. Orbite oculari vuote, oppure occhi perforati e sanguinanti, ci rivelano personalità massacrate, svuotate della propria identità, quasi private della capacità di provare i propri sentimenti e ci immergono in un mare di dolore: un dolore intenso che sembra traboccare dalle sue raffigurazioni, causa forse la perdita di affetti, o semplicemente il timore di doverne provare in futuro. La pittrice s'immerge nel dolore, lo elabora, e da questo processo trae energia nuova, ne esce rinvigorita, ogni volta sempre più forte e pronta ad affrontare le incognite dell'esistenza.

Angela

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L’errore che noi “maschi” spesso ci dobbiamo addebitare  è quello della presunzione di considerare la donna artista portatrice solo di arte cosiddetta  “femminile” per cui, pensiamo, che possa  esternare unicamente il suo mondo femminile .Ci viene naturale pensare a colori delicati, pastello, figure aggraziate, linee morbide, scene surreali oniriche ,invece, in Rosa Spinillo prevale un mondo  femminile completamente diverso. I suoi  colori sono violenti, forti, addirittura, a volte, pesanti agli occhi del visitatore, ma proprio in questo sta la Sua forza espressiva; osare nella violenza,osare a darci una scossa, osare a farci del male, per denunciare forse tutte le brutture di questa Società e, perché no, le brutture che ognuno di noi si trova ad affrontare o rifiutare in questa vita che ci è data ;  sentimenti smorzati, emozioni inesistenti, dolori di perdite di affetti o paura di perderne? insomma ansie miste a dolori, laceranti grida unite a  vuote visioni ( nessuna figura ha occhi , solo orbite vuote o forse svuotate volutamente). Una denuncia al dolore, e forse l’artista si libera   in questo modo dal suo tormento interiore, che forse dentro di lei probabilmente non c’è, ma lo vive, lo sente in ciò che la circonda ed allora è come se volesse essere portatrice di aiuto per tutti coloro che soffrono. Il dolore sembra ora lenito ad opera finita, il suo esternare è soddisfatto , il bagno di colore forte è ormai superato  e domani, l’artista potrà aprire al nuovo giorno con occhi luminosi e pupille dilatate allo splendore del sole.

ANTONIO

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Non ho letto quello che avete scritto a commento di rosa spinillo ma le opere parlano da sole...se si è bravi di solito nell'arte è così. Rosa Spinillo sembra voler attingere alla mitologia e trasformarla dandocela come una nuova forma d'arte non più il racconto mitologico tipico dell'arte dove veniva semplicemente narrata la storia di Achille o di Didone ma una mitologia per tutti noi stessi potremmo essere quei personaggi. Inoltre i suoi colori così forti, coraggiosi, audaci quasi a sottolineare le gesta di questi personaggi  e allo stesso tempo la personalità dell'artista. Vuole immergerci in un mondo classico, anche come stile pittorico, e poi scioccarci questa in sintesi mi sembra la migliore lettura di un quadro di Rosa Spinillo ma è solo la mia opinione e probabilmente è sbagliata poiché questo è quello che trasmette a me attraverso i suoi soggetti ed i suoi colori

Alberto Fontanella

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