|
Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine |
|
|
|
|
. |
|
 |
|
|
|
|
Il
Pensiero di Massimo Ballerini |
|
Guardando e riguardando, le opere di
Rosa ti rendi conto piano piano che il segno parla alla visione, non
al tatto; al profumo, non al gusto. Come se l'emozione volesse porsi
menomata, limitata, sospesa. Fuori dal tempo, in uno spazio in
cui gli assi cartesiani si trasformano in frequenze. Una sottile
vibrazione che dilata ma non chiede forma, tratto,
disegno, segno
|
|
definitivo. E se dopo aver guardato,
si comincia ad osservare, emerge che il significante profondo e' li'
a disposizione, visibile e ricco di profumi: il colore. Il non
colore, il mezzo colore, la rottura dei toni continui, i chiari e i
non-scuri frequenze emotive decostruite in una gamma di colori
permeati di bianco, gamma che parte dall' infrarosso e va all'
ultravioletto. Ne' materiale ne' spirituale, ne' metafisico ne'
astratto, ne' concettuale ne' geometrico. Altro, oltre, rivelato e
non, carico di ombrosità e di uno spirito seducente e femminile. Nel
passare dalla pagina web
dedicata ai dipinti,
ecco scorrere una narrativa delicata,
frutto di ricette che hanno un che di antico, magico, odisseo. E il
tutto con una semplicità disarmante, che invoca la pace e l'amore, i
movimenti quieti e le indagini argute, la lentezza esasperante e
insinuante. Come un continuato e lungo rituale di amore, di dubbio,
di paura, di angoscia trattenuta, di morbidezza e di trappole.
Nessun equivoco nel gioco |


|
|
degli equivoci.
Questa e' la limpidezza dell' intrigo, della vita della mezza
verità, dell' altra metà della terra e del cielo. E' l' arte del
mistero che chiama a qualcosa di sacro, attraverso la via profana.
Rosa, almeno nella mia lettura, mette in opera uno scandalo sottile,
come un rimedio omeopatico o un fiore di Bach. Nel Ri-osservare la
pagina web dall'alto in basso, piano piano, vi si svelerà una
potenza trattenuta che parte dall' indaco-azzurro, per passare al
complementare non giallo ma oro e attraversare l' inferno dei
rosa-arancio-rossi arrivare in fondo con la ricostruzione
semplificata dei primari (verde-magenta, rosso-ciano, giallo-blu).
Come se il tempo assente dalle opere, rientrasse tramite l'autore.
Un attrito emotivo sempre presente, languido e illimitato. Perche'
le figure non devono essere figurative, perche' le forme non devono
essere definite e definitive....perche' vibrare e' la dichiarazione
di se' (opera e autore) piu' profonda ma meno esplicita. E come
ultimo suggerimento (fazioso e di parte) per osservare e fruire le
opere di Rosa, e' bene lasciare il razionale in secondo piano, per
entrare in risonanza con i piani elevati (e/o profondi). Per
arrivare in fine alla propria meta desiderata, conoscersi e imparare
ad amare senza il bisogno del capire, del collocare, del
contestualizzare, del confrontare. Forse, in fondo, si tratta solo
di riconoscere il femmineo ed entrarci dolcemente. Come prassi di
guarigione esistenziale. |
|
|
|
|
|
Se Vuoi Lasciare Un Commento All'Artista
Clicca
Qui
AVANTI
Vai Al sito del Pittore |
|