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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine

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Gerardo Pecci
Ci Presenta:

"Viaggio Nella
Critica D'Arte...
"

 

Francesco Cairone
Ci Presenta:

"I Grandi Dell'Arte"

 
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La Parola a Danilo Sensi

“La pittura se non è opera dei sensi non è opera d’arte,
perché si serve di mezzi che vivono attraverso i sensi di chi li
osserva e nascono da una sensazione di chi li fa…
Superato lo stadio della bellezza, bisogna che l’artista lasci
che il vento proprio di quella che una volta si chiamava
l’ispirazione – io direi la folgorazione – entri e non trovi ostacoli…
Primo Conti, da “Interrogazioni”, di Leo Strozzieri, Pescara 1984.

La ricerca pittorica della poliedrica Rosa Spinillo, artista, critico d’arte e donna di profonda cultura estremamente sensibile alle radici elleniche della sua terra,  rispecchia appieno questa riflessione di Primo Conti. La Spinillo, dipingendo, compie una pura operazione dei sensi, si lascia guidare dall’istinto e dall’ispirazione e sulla scia di questo vento creativo le forme prendono vita nel supporto. Sicuramente folgorata dalla cultura classica come

 ella stessa più volte fa notare“Vivo a periodi alterni in una piccola colonia della Magna Grecia, l’antica Poseidonia – Paestum per i romani, dove come una novella archeologa ho scavato in quella antica cultura le forme del presente”, tiene però ben presente anche la lezione metafisica di Giorgio De Chirico e di Alberto Savinio e il suo lavoro si muove difatti fra una continua riflessione sul mondo greco e una irreale atmosfera metafisica. Se le figure traggono ispirazione dalla mitologia, da antichi guerrieri e in genere dalla profonda cultura classica, la scena è calata in un contesto metafisico fatto di colore e atmosfera, di enigmatica solitudine e di impressionante contemplazione. Il colore e dato a piccole dosi, con campiture ridotte ma con pennellate forti e decise, materico e pastoso, Rosa Spinillo usa tutta la gamma cromatica ma predilige le tinte calde ed intense come il giallo, il rosso e l’arancio. Lo sfondo spesso rappresenta la campagna della sua regione con gli arbusti tipici e l’aspro terreno ma non si dissocia dal contesto e diviene parte integrante dell’opera, sempre attraverso un particolare uso della materia pittorica. Come nell’ambientazione si risente indubbiamente dell’influenza metafisica, per i temi trattati non si può non tenere presente il parallelismo con un altro grande artista che dalla cultura classica trae la sua ispirazione,Igor Mitoraj, controverso scultore  che da anni riproduce in bronzo, sezionate e frammentate, splendide figure di derivazione ellenica, prediligendo le rappresentazioni di Apollo e Afrodite. Le opere di Igor Mitoraj sono decisamente belle ed estremamente coinvolgenti ma seppur derivate da profonde riflessioni sul mondo greco e frutto di un amore viscerale per il bello, sono però prive di una qualità che io reputo essenziale nell’arte, l’originalità. Nel complesso i lavori di Rosa Spinillo ci appaiono invece intensi ed appassionati, realizzati di getto ma derivanti dallo studio dell’arte nella sua totalità, non diventando mai copie o intenzionali revaival perché conservano una valenza  unica,  lo  stile  e l’originalità. L’artista non copia gli antichi, agli antichi si ispira e tale ispirazione la rielabora in un contesto moderno e rivoluzionario, le forme ci ricordano il mondo greco ma non sono copie moderne dell’arte greca, come nel caso delle sculture di Mitoraj che l’unica azione che compie è quella di ingigantire e sezionare una copia bronzea di un volto marmoreo di Fidia. Ricordiamoci che ad oggi nell’arte, tutto è già stato inventato, ciò che distingue i lavori degli artisti e li connota come opere d’arte e la sensibilità…

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