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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine

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Gerardo Pecci
Ci Presenta:

"Viaggio Nella
Critica D'Arte...
"

 

Francesco Cairone
Ci Presenta:

"I Grandi Dell'Arte"

 
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"Fra spazio e materia...la ricerca di Nera" a cura di Danilo Sensi


“…Il linguaggio figurativo pur rappresentando il vero,
il reale, è necessario che abbia un’interpretazione diversa,
 altrimenti se dicesse solamente il reale sarebbe molto
meglio fare  una passeggiata o vedere delle persone…”

Arnaldo Pomodoro,
da “Interrogazioni”
di Leo Strozzieri.

 

Mestiere ingrato quello del critico, seppur bellissimo. Continue ed estenuanti ricerche nel mondo dell’arte, inutili tentativi di spiegare il lavoro di un artista in cui si crede, incomprensioni e critiche che piovono a iosa. Se cerchi un artista di valore (non dovrei dirlo) non lo trovi e poi quando meno te lo aspetti l’artista ti capita da solo. Nessuno capisce che il critico

non vuole insegnare nulla, esprime il proprio pensiero su un artista, il proprio giudizio sindacabile e sicuramente influenzabile, ma certamente lo esprime dopo aver riflettuto molto e sulle basi di studi e comparazioni. Tutto questo preambolo serve a far capire come è difficile mediare fra il linguaggio dell’artista che si esplica con i propri lavori e il pubblico, che questo linguaggio deve recepire. L’arte è un linguaggio fantastico e a parer mio molto più puro di quello parlato, più diretto e sicuramente più sincero. Il colore, la materia e le forme sono come lettere e tutte assieme divengono frasi. Mediare fra l’artista e il pubblico, riesce solo se per primo il critico comprende ciò che l’artista dice. Sull’ultimo punto da me citato, le comparazioni, voglio soffermarmi e da questo punto voglio partire per parlare della bella favola di Nera e del suo magico mondo fatto di spazio, colore e materia….  Spesso per descrivere  il  lavoro  di  un artista e per

rendere attuale e comprensibile il discorso si tende a procedere per similitudini, per evidenti influenze di stile, per presupposte appartenenze a correnti o movimenti. Non è il caso di Nera, i suoi tagli forti e decisi non derivano da Fontana, la materia variegata e generosa non è estrapolata da Burri, il colore intenso e caldo non è copiato da nessuno, tutto nasce da lei stessa, dalla sua cultura e dalla sua intelligenza. Nera, ed è evidente, ha ben presente la lezione del 900’ ma non copia, non si ispira, non assimila. Nera studia e rielabora. Nera osserva e decide autonomamente. Nera supera gli stessi concetti, legando assieme presenza ed assenza, colore e non colore, pieni e vuoti, in un eterno contrasto che rende unici i suoi lavori. Nelle sue opere si respira gioia e desiderio, ricerca e creatività, si sente l’influenza della sua bellissima terra, l’enorme energia che solo il contatto con la natura riesce a suscitare. La positività e l’armonia di un animo gentile, la forza e la caparbietà di un artista che crede in ciò che fa. I vuoti hanno lo stesso significato dei pieni e l’artista non toglie alla tela quando compie i suoi tagli ma aggiunge significato all’opera, creando si contrasto ma anche sinergia, realizzando appieno la sua idea di arte…“Lo spazio; l’origine della mia ricerca, sofferenza e delizia”. Di Nera ho compreso il linguaggio ma per Nera non posso mediare, per capirla basta osservare i suoi lavori… 

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