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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine |
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"Fra
spazio e materia...la ricerca di Nera" a cura di
Danilo Sensi |
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“…Il linguaggio figurativo pur rappresentando il vero,
il reale, è necessario che abbia un’interpretazione diversa,
altrimenti se dicesse solamente il reale sarebbe molto
meglio fare una passeggiata o vedere delle persone…”
Arnaldo Pomodoro,
da “Interrogazioni”
di Leo Strozzieri.
Mestiere ingrato quello del critico,
seppur bellissimo. Continue ed estenuanti ricerche nel mondo
dell’arte, inutili tentativi di spiegare il lavoro di un artista in
cui si crede, incomprensioni e critiche che piovono a iosa. Se
cerchi un artista di valore (non dovrei dirlo) non lo trovi e poi
quando meno te lo aspetti l’artista ti capita da solo. Nessuno
capisce che il critico
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non vuole insegnare
nulla, esprime il proprio pensiero su un artista, il proprio
giudizio sindacabile e sicuramente influenzabile, ma certamente lo
esprime dopo aver riflettuto molto e sulle basi di studi e
comparazioni. Tutto questo preambolo serve a far capire come è
difficile mediare fra il linguaggio dell’artista che si esplica con
i propri lavori e il pubblico, che questo linguaggio deve recepire.
L’arte è un linguaggio fantastico e a parer mio molto più puro di
quello parlato, più diretto e sicuramente più sincero. Il colore, la
materia e le forme sono come lettere e tutte assieme divengono
frasi. Mediare fra l’artista e il pubblico, riesce solo se per primo
il critico comprende ciò che l’artista dice. Sull’ultimo punto da me
citato, le comparazioni, voglio soffermarmi e da questo punto voglio
partire per parlare della bella favola di Nera e del suo magico
mondo fatto di spazio, colore e materia…. Spesso per descrivere
il lavoro di un artista e per |

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rendere
attuale e comprensibile il discorso si tende a procedere per
similitudini, per evidenti influenze di stile, per presupposte
appartenenze a correnti o movimenti. Non è il caso di Nera, i suoi
tagli forti e decisi non derivano da Fontana, la materia variegata e
generosa non è estrapolata da Burri, il colore intenso e caldo non è
copiato da nessuno, tutto nasce da lei stessa, dalla sua cultura e
dalla sua intelligenza. Nera, ed è evidente, ha ben presente la
lezione del 900’ ma non copia, non si ispira, non assimila. Nera
studia e rielabora. Nera osserva e decide autonomamente. Nera supera
gli stessi concetti, legando assieme presenza ed assenza, colore e
non colore, pieni e vuoti, in un eterno contrasto che rende unici i
suoi lavori. Nelle sue opere si respira gioia e desiderio, ricerca e
creatività, si sente l’influenza della sua bellissima terra,
l’enorme energia che solo il contatto con la natura riesce a
suscitare. La positività e l’armonia di un animo gentile, la forza e
la caparbietà di un artista che crede in ciò che fa. I vuoti hanno
lo stesso significato dei pieni e l’artista non toglie alla tela
quando compie i suoi tagli ma aggiunge significato all’opera,
creando si contrasto ma anche sinergia, realizzando appieno la sua
idea di arte…“Lo spazio; l’origine della mia ricerca, sofferenza e
delizia”. Di Nera ho compreso il linguaggio ma per Nera non posso
mediare, per capirla basta osservare i suoi lavori… |
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