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Ecco I Giudizi che ho
ricevuto |
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"molti e molto belli sono i soggetti cui io
scrivendo oggi quel che il cuore mi detta
arrecherò l'offesa della disattenzione, e di
certo avrei l'imbarazzo della scelta se di mio
non fossi, e da tempo (fu il più classico dei
colpi di fulmine), innamorato della elegante e
"dolcemente mesta" signora della 18^ tela, del
suo tenebroso e struggente essere-e-non-essere,
del suo desanctisiano darsi e negarsi, del suo
splendere di regale chiarità e
contemporanemente svanire nel vago della
sconfinatezza.
e non so nemmeno se "dolce mestizia" sia un
titolo adeguato, giacché la bella e onirica
signora a me non pare nè mesta e neanche
dolcemente mesta. ella è! è. è come la
gioconda di leonardo, un essere che non parla
ma dice, un essere che da lontano ci tocca
fortemente. giacché parendo di non dir nulla
ella a chi vuol intenderla trasmette la più
ineffabile delle suggestioni d'amore, quella
della irraggiungibilità. il colore del suo
decolleté si confonde con lo sfondo, esso
stesso si fà sfondo, in esso esso si perde, e
insieme svaniscono. hanno il colore del cielo
notturno, ma di un cielo che non è il nostro,
così come non è il nostro infinito
l'"infinito" del leopardi.
al di là delle forti suggestioni che la tela
m'incute, io penso che con questa sobria ed
elegante opera il maestro vicari, con ogni
evidenza maturo ai più prestigiosi e
impegnativi circuiti, ci ricordi quella che
nel campo dell'arte è la più difficile e ovvia
delle verità, e cioé che la grandezza sta
nella semplicità.
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Tengo a precisare che io non sono un' esperta
critica d'arte ma di sicuro sono una
ammiratrice del maestro Vicari. Ho
sempre amato i suoi dipinti tutti molto belli
e dai colori intensi e chiari. In tutte le sue
opere posso apprezzare, d'impatto, la bravura
e la maestria del pennello che scorre lungo la
tela, creando dal nulla paesaggi, tramonti,
nature morte, figure di uomini e di donne.
Ad una di quest'ultime sono particolarmente
affezionata il cui titolo è "Dolce
Mestizia":una figura di donna il cui volto è
tenero e dolce; i suoi occhi, dipinti in
maniera magistrale, le donano uno sguardo
intenso e sensibile.. Concludo rendendo
omaggio alla concezione di arte di questo
bravissimo pittore, unico nel suo genere, il
quale riesce a imprigionare una natura ribelle
e mutabile in attimi di infinita perfezione.
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Immagino amore... passione... complicità.
Mi
prende l'anima.
Mi
emoziona!
Salvatore Lupo (Barrafranca)
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Carissimo Signor
Gaetano Vicari oggi mi accingerò a scrivere
delle parole che possano spiegare al meglio le
emozioni, i sentimenti, le sensazioni che provo
a guardare le sue opere.. innanzitutto mi sembra
doveroso descrivere simbolicamente l’ARTE. Per
me è come una colomba bianca portatrice di
valori etici e morali di grande importanza e che
purtroppo sono stati persi in questa società
dominata da una troppa cura per l’apparire,
dominata dall’egoismo, dallo scetticismo,
dall’avidità, dal consumismo… Quello che mi
rammarica di più è sapere purtroppo che la
società siamo noi. L’arte dovrebbe essere una
forma pura mai intaccata da QUESTI MALI ,se così
si possono chiamare visto che al giorno d’oggi
la società li prende come piccole pillole per
star meglio e per sentirsi uniti e uguali a
tutti, facendo decadere il mito del super uomo
che si prodigava a mostrare la propria effige e
il proprio operato per raggiungere la gloria
anche se solo apparente. Ancora più deludente è
sapere che il valore universale dell’arte che la
faceva portatrice di gioia, di sentimenti e
soprattutto dell’anima di ogni singolo artista
,che donava se stesso per esprimere al meglio
quello che veramente aveva dentro, si è perso
perché è stato intaccato sia dal denaro che
sfigura e trasforma le cose che nascono
sinceramente dal cuore sia da un gruppo di
montati che si credono dei grandi artisti in
quanto accartocciano le tele, le bucano con la
fiamma ossidrica e facendo questo riempiono le
pagine di storia dell’arte redatte da persone
come loro cioè prive di quello spirito che va
alla ricerca dell’arte vera , ma purtroppo
questa non è una realtà solo di oggi..in passato
la società non ha riconosciuto Goya, Van Gogh e
molti altri grandi, morti dannati con in mano la
fiamma della loro vita “ Il Pennello “ che
inevitabilmente si spezzava. Per fortuna ci sono
ancora delle persone che dedicano la loro vita
alla pittura con un fervore immenso è questo il
caso di Gaetano Vicari che imprime sulla tela
piccoli attimi quotidiani non trascendendo il
banale, rendendo anche le piccole cose delle
grandi immagini portatrici di speranza per un
mondo migliore non dominato dall’UOMO nero.
L’opera sulla quale voglio soffermarmi è “ i
segni del Tempo”… già il titolo implica la
visione dello scorrere inesorabile della vita
che purtroppo ha sempre una fine e che passa
troppo velocemente davanti gli occhi di tutti
senza avere il tempo di fermarla per godersi
ogni singolo attimo alla massima espressione,
portando pian piano con se dei segni eclatanti
come il logorarsi della carne, lo spegnersi
della luce degli occhi, la perdita della forza e
del vigore innato nella gioventù. La figura non
ci spiega a che classe sociale appartiene anche
se ha sul capo un cappello..forse è un uomo di
chiesa. Le guance sono arrossite probabilmente
per un bicchierino di troppo bevuto in sacrestia
dopo la celebrazione. i 3 buchi che invadono la
tela ,senza però trasfigurarla, mi fanno pensare
ad una poesia del Leopardi "Canto notturno di un
pastore errante dell'Asia" quando ha detto
queste parole :
infin ch'arriva
colà dove la via
e dove il tanto affaticar fu vòlto:
abisso orrido, immenso,
ov'ei precipitando, il tutto obblia.
I buchi li vedo
come un abisso, che fa perdere l’uomo umano e fa
volare l’anima sui giardini più alti della
felicità. È questo quello che penso de “I segni
del tempo”.
Francesco
Cairone
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I
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Il tuo signore maturo,é
fantasticamente fantástico - rinascentista o
rembrandista - é quello che mi passa e
stupendamente perfetto piturato.
Ambra
Triolo(São Paulo)
Brasil
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"Mai titolo fu più adatto
per quest'opera nella quale
l
'armonia dei colori si diffonde in un senso
effimero di soffrenza.
I
chiaroscuri, poi, dosati in maniera sapiente e
sincera, contribuiscono a donare a tutto
l'insieme
una sorta di visiva e profonda nostalgia."
P. V. (Enna)
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PREMETTO
CHE NON SONO UN'ESPERTA D'ARTE, UNA ESTIMATRICE
DELLE OPERE DI GAETANO VICARI, SI'.
NE': "I
SEGNI DEL TEMPO", A MIO AVVISO, IL VOLTO
AFFATICATO E, NEL CONTEMPO, BONARIO DEL
VECCHIO MOSTRA LE VICISSITUDINI DI UNA VITA
FATICOSA MA NON NASCONDE UNA CERTA SERENITA',
QUASI UN'ARIA SORNIONA... COME SE VOLESSE DIRE:
"NONOSTANTE TUTTO, IO MI SONO DIVERTITO!"
PECCATO
QUEI TAGLI ALLA TELA!!!!
Lucia
(Piazza Armerina)
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Il
quadro fa riflettere sulla tristezza della vecchiaia
e fa ACCELERARE la
voglia di vivere ora, subito e senza indugio con
tutto quello che si può
avere e si può fare in questo momento, perchè più
TARDI sarà troppo TARDI.
Luigi Messina (Barrafranca) |

Gaetano Vicari imprime nelle tele "l'attimo
fuggente" delle sue emozioni. Quando guardo il
dipinto "Il cavallo bianco" mi sento graffiare
l'anima!
Mariuccia R.(Caltanissetta)
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Artista diplomata, pittrice dilettante io stessa,
non posso esimermi dall'unire la mia voce a quella
degli altri ammiratori, a maggior gloria del pittore
Gaetano Vicari,che in tempi remotissimi mi fu
sollecito e paziente maestro. Dopo attento studio e
notevoli incertezze, la mia scelta - giacché una è
giocoforza sceglierne - è caduta sulla tela n. 5,
quella intitolata "Madonna con velo". Perché essa è
permeata d'un misticismo, che la semplicità e la
purezza esaltano, che può benissimo reggere il
confronto con i più grandi capolavori della pittura
dei "preraffaelliti", quella confraternita di
pittori sorta
in Inghilterra intorno alla metà del XIX secolo, che
si proponeva, attraverso un sincero e quasi mistico
recupero dei temi medievali e rinascimentali (sino
all'opera di Raffaello), di contrastare l'accademismo
neoclassico che dominava la cultura dell'epoca
vittoriana. I preraffaelliti furono influenzati
anche dai nazareni, un gruppo di artisti costituito
a Vienna nel 1809 con l'intento di ricondurre l'arte
cristiana alla purezza medievale. Chiedo scusa per
la digressione, ma ho studiato storia dell'arte per
cinque anni, e il pittore,che nelle corde ha suoni
d'ogni tipo e nel pennello possibilità infinite,
meritava questo po' di attenzione.
L.B.(Biella)
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Nell' opera "Madonna" colgo il senso della
classicità e della tradizione della grande pittura
sacra cristiana;l'opera che rappresenta uno dei
più bei volti di Madonna,rivela non solo la
bravura e la raffinatezza dell'autore,già note,ma
soprattutto la passione e il coraggio di un
artista credente del nostro tempo.
Domenico R. (Barrafranca)
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"É un dipinto o una fotografia?"
Antonio Amoroso (Barrafranca)
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Scelgo
la ventiduesima tela, quella intitolata "La
vetrata del cielo" perchè il titolo mi allarga il
cuore e perchè essa mi porta il ricordo delle
stupende, altissime, inarrivabili, suggestivissime
vetrate, non scalabili se non con le ali del
cuore, delle cattedrali gotiche. del gotico
rayonnant di Notre Dame e, soprattutto del mio "Dom
de Milan".
Il suo
cuore di maestro e il suo pennello d'artista
riescono a configurare su questa tela, in un
consimile gioco di luminosi contrasti, quella
tensione che sale in alto e perfora le nuvole, che
si inerpica dove il sole è solo luce e meraviglia.
Così come Dante nel paradiso, lei qui sembra
raggiungere il supremo alto, le celesti armonie...
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Sono
un russo e ti scrivo dalla città San Pietroburgo,
io ho studiato in Italia canto musicale e amo
moltissimo l'Italia e le bellezze sue.
- Signor Maestro Gaetano
Vicari, io so che tra le bellezze dell'Italia ci
sono i suoi quatri: ai miei occhi di amante il
suo quatro col nome "Il Cammeo" e all'altezza
dei capolavori del periodo Rinascimento. La
bellezza della tua donna fa capire tua grande
bravura e mi scusa se mio italiano imperfetto e
non riesco a dire di più. Però il quatro è molto
bello e piacevole.
- Tuo ammiratore Ivan P.
Razumichin - San Pietroburgo (Russia)
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Egr.signor Vicari
sono ammaliata dalle
sue opere che ricordano un'arte dal sapore antico,
quella che sembra essersi ormai perduta nell'era
moderna.
Sono affascinata
soprattutto dalle figure umane, dai corpi e dai
volti, il cui studio delle ombre rivela appieno la
tridimensionalità della figura...come in una foto.
"la Lucertola"
sprigiona in un attimo alla vista tutto il calore
e la luce del sole e della sabbia del deserto...
Mi complimento con
lei e con la sua- davvero mirabile- arte!
Fidelia Avanzato
(Piazza Armerina)
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