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Ecco le Critiche Per l'artista Rosa Spinillo


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Guardando e riguardando, le opere di Rosa ti rendi conto piano piano che il segno parla alla visione, non al tatto; al profumo, non al gusto. Come se l'emozione volesse porsi menomata, limitata, sospesa. Fuori dal tempo, in uno spazio in cui gli assi cartesiani si trasformano in frequenze. Una sottile vibrazione che dilata ma non chiede forma, tratto, disegno, segno definitivo. E se dopo aver guardato, si comincia ad osservare, emerge che il significante profondo e' li' a disposizione, visibile e ricco di profumi: il colore. Il non colore, il mezzo colore, la rottura dei toni continui, i chiari e i non-scuri frequenze emotive decostruite in una gamma di colori permeati di bianco, gamma che parte dall' infrarosso e va all' ultravioletto. Ne' materiale ne' spirituale, ne' metafisico ne' astratto, ne' concettuale ne' geometrico. Altro, oltre, rivelato e non, carico di ombrosita' e di uno spirito seducente e femminile. Nel passare dalla pagina web (si consiglia di osservare, non solo guardare) http://www.tuttarteonline.it/ArtistiOspiti/rosaspinillo/_private/collezione.htm ecco scorrere una narrativa delicata, frutto di  ricette che hanno un che di antico, magico, odisseo. E il tutto con una semplicita' disarmante, che invoca la pace e l'amore, i movimenti quieti e le indagini argute, la lentezza esasperante e insinuante. Come un continuato  e lungo rituale di amore, di dubbio, di paura, di angoscia trattenuta, di morbidezza e di trappole. Nessun equivoco nel gioco degli equivoci. Questa e' la limpidezza dell' intrigo, della vita della mezza verita', dell' altra meta' della terra e del cielo. E' l' arte del mistero che chiama a qualcosa di sacro, attraverso la via profana. Rosa, almeno nella mia lettura, mette in opera uno scandalo sottile, come un rimedio  omeopatico o un fiore di Bach. Nel Ri-osservare la pagina web dall'alto in basso, piano piano, vi si svelera' una potenza trattenuta che parte dall' indaco-azzurro, per passare al complementare non giallo ma oro e attraversare l' inferno dei rosa-arancio-rossi arrivare in fondo con  la ricostruzione semplificata dei primari (verde-magenta, rosso-ciano, giallo-blu). Come se il tempo assente dalle opere, rientrasse tramite l'autore. Un attrito emotivo sempre presente, languido e illimitato. Perche' le figure non devono essere figurative, perche' le forme non devono essere definite e definitive....perche'  vibrare e' la dichiarazione di se' (opera e autore)  piu' profonda ma meno esplicita. E come ultimo suggerimento (fazioso e di parte) per osservare e fruire le opere di Rosa, e' bene lasciare il razionale in secondo piano, per entrare in risonanza con i piani elevati (e/o profondi). Per arrivare in fine alla propria meta desiderata, conoscersi e imparare ad amare senza il bisogno del capire, del collocare, del contestualizzare, del confrontare. Forse, in fondo, si tratta solo di riconoscere il femmineo ed entrarci dolcemente. Come prassi di guarigione esistenziale.

 

massimo ballerini

novembre 2004

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Parlare dell’operato di un artista contemporaneo che si dirige verso l’avanguardia e l’arte moderna è davvero un’impresa ardua e soprattutto quando si analizzano i lavori di Rosa Spinillo tutto si trasforma in un compito difficile. Il mondo creativo di questa giovane ma promettente artista, che spadroneggia di tecnica e sapere, ci infonde un messaggio quasi violento che nasconde dietro pennellate confuse, feroci, veloci, il disagio di una vita che non è sempre come la si vuole. Manichini che prendono fuoco, maschere tenebrose, fiori che si trasformano in soli, vecchi cocci di statue rotte, mitologia, scienza, religione, superstizione: sono questi i simbolismi che la Spinillo marionetta sulle proprie tele. Ed ecco come per incanto, apparire quasi per magia, il Satiro dall’occhio brillante che si contende una preda con un guerriero dalla lama lucente, oppure le metamorfosi che la dea Era compie, o ancora ricordi mitologici che ci rimembrano il passato. I dipinti della Spinillo sono perni della sua personalità forte, decisa, intransigente, volenterosa, unica. Forse questo è il vero dogma dell’arte: trasferire attraverso colori brillanti e decisi la propria individualità.

 

Francesco Cairone

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“La pittura se non è opera dei sensi non è opera d’arte,
perché si serve di mezzi che vivono attraverso i sensi di chi li
osserva e nascono da una sensazione di chi li fa…
Superato lo stadio della bellezza, bisogna che l’artista lasci
che il vento proprio di quella che una volta si chiamava
l’ispirazione – io direi la folgorazione – entri e non trovi ostacoli…
Primo Conti, da “Interrogazioni”, di Leo Strozzieri, Pescara 1984.

La ricerca pittorica della poliedrica Rosa Spinillo, artista, critico d’arte e donna di profonda cultura estremamente sensibile alle radici elleniche della sua terra,  rispecchia appieno questa riflessione di Primo Conti. La Spinillo, dipingendo, compie una pura operazione dei sensi, si lascia guidare dall’istinto e dall’ispirazione e sulla scia di questo vento creativo le forme prendono vita nel supporto. Sicuramente folgorata dalla cultura classica come ella stessa più volte fa notare“Vivo a periodi alterni in una piccola colonia della Magna Grecia, l’antica Poseidonia – Paestum per i romani, dove come una novella archeologa ho scavato in quella antica cultura le forme del presente”, tiene però ben presente anche la lezione metafisica di Giorgio De Chirico e di Alberto Savinio e il suo lavoro si muove difatti fra una continua riflessione sul mondo greco e una irreale atmosfera metafisica. Se le figure traggono ispirazione dalla mitologia, da antichi guerrieri e in genere dalla profonda cultura classica, la scena è calata in un contesto metafisico fatto di colore e atmosfera, di enigmatica solitudine e di impressionante contemplazione. Il colore e dato a piccole dosi, con campiture ridotte ma con pennellate forti e decise, materico e pastoso, Rosa Spinillo usa tutta la gamma cromatica ma predilige le tinte calde ed intense come il giallo, il rosso e l’arancio. Lo sfondo spesso rappresenta la campagna della sua regione con gli arbusti tipici e l’aspro terreno ma non si dissocia dal contesto e diviene parte integrante dell’opera, sempre attraverso un particolare uso della materia pittorica. Come nell’ambientazione si risente indubbiamente dell’influenza metafisica, per i temi trattati non si può non tenere presente il parallelismo con un altro grande artista che dalla cultura classica trae la sua ispirazione, Igor Mitoraj, controverso scultore che da anni riproduce in bronzo, sezionate e frammentate, splendide figure di derivazione ellenica, prediligendo le rappresentazioni di Apollo e Afrodite. Le opere di Igor Mitoraj sono decisamente belle ed estremamente coinvolgenti ma seppur derivate da profonde riflessioni sul mondo greco e frutto di un amore viscerale per il bello, sono però prive di una qualità che io reputo essenziale nell’arte, l’originalità. Nel complesso i lavori di Rosa Spinillo ci appaiono invece intensi ed appassionati, realizzati di getto ma derivanti dallo studio dell’arte nella sua totalità, non diventando mai copie o intenzionali revaival perché conservano una valenza unica, lo stile e l’originalità. L’artista non copia gli antichi, agli antichi si ispira e tale ispirazione la rielabora in un contesto moderno e rivoluzionario, le forme ci ricordano il mondo greco ma non sono copie moderne dell’arte greca, come nel caso delle sculture di Mitoraj che l’unica azione che compie è quella di ingigantire e sezionare una copia bronzea di un volto marmoreo di Fidia. Ricordiamoci che ad oggi nell’arte, tutto è già stato inventato, ciò che distingue i lavori degli artisti e li connota come opere d’arte e la sensibilità…

Danilo Sensi

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La Pittura di Rosa Spinillo

Anche coloro che non hanno letto Proust conoscono  l’episodio iniziale di Alla ricerca del tempo perduto, nel libro La strada di Swann.. Qui il ragazzino assapora una tazza di the nella quale inzuppa un dolce particolare che dice che si chiama madailene egli afferma ‘ho gustato la madaleine con maman, è un emozione che mi induce in uno stato di turbamento e non so come parlarne. Da quel gesto, dal quel contatto il ragazzo cerca  e trova le sensazioni profonde intime di un turbamento, sono sensazioni che rimandano ad altre sensazione in un gioco che ricerca le radici profonde di quel istante per ricreare nuovi istanti. E’ un viaggio nell’essere che si snoderà lungo tutta le Recerche. Questo viene in mente osservando un quadro di Rosa Spinillo, si viene travolti da un turbamento, in principio è difficile parlarne, ma dopo, improvvisamente, le sensazioni prendono il sopravvento ed inizia una ricerca delle origini dell’essere in quel tempo. E’ questa un percorso di un’esperienza di pittura: tentativo di passare dall’immagine all’io, trovare il significato delle sensazioni e da esse all’agire. Le radici di tutto questo è nella pittura ellenica di Rosa Spinillo, ove terra e luce si mescolano in un gioco moderno, il tratto può apparire semplice ma subito vi si scorge  una sapienza pittorica di alto livello, la scelta dei colori cosi vivi e pressanti dettano i canoni di tempo e scena, e poi ecco il tocco regio: la luce; essa giunge nella forma dell’occaso poetico dando una prospettiva di sospensione. Immagini di rovine, di muti segnali del passato che appaiono subitaneamente belli, essi, come sono dipinti non testimoniano una decomposizione ma una sopravvivenza. Quei  quadri sono un segno, un indicatore , una finestra su un passato integro, su una vita che non è più, ma che, come ogni, vita ci interessa., ci attrae. Tutto ciò che è stato vivo, tutta la nostra storia fa parte del nostro essereL’arte di Rosa Spinillo  è così arte in se perchè è un emozione,  è come una necessità, un nutrimento che permette di maturare, di crescere, di vedere le cose sotto un’altra angolazione a ciò che si era  prima dell’incontro con l’oggetto raffigurato. Ma non vi è solo la rovina che si esprime col nostro tempo in quanto l’ha costruito, ma vi sono figure di donne universali, vi è Andromaca, Antigone, Ecuba, Elena, Ifigenia e via enumerando, gli archetipi di tutte le donne, esse sono raffigurate in modo ieratico immersi nel riverbero  fino a trasfigurarsi a volte con vortici di luce che giungono sino a noi, alla nostra quotidianità. Vi è nell’eterno ellenismo di Rosa Spinillo, quelle fondamenta che  costruiscono le nostre radici socio/culturali della nostra normalità: è una risposta laica e razionale ai troppi irrazionalismi e dogmi che oggi invadono la società e l’avvelenano ed insanguino.  E’ così espresso compitamente l’eterno logos del prodigio greco, i duecento anni che hanno cambiato la prospettiva degli uomini verso di se e verso il mondo e l’hanno cambiato per sempre aprendo il passaggio al futuro.

Giancarlo Nobile

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