|
 |
|
Home Page |
L'Artista |
I Quadri |
Ricerche e
Studi |
E-Mail |
|
Ecco le Critiche
Per l'artista Rosa Spinillo
*************************************************
|
|
Guardando e riguardando, le
opere di Rosa ti rendi conto piano piano che il segno
parla alla visione, non al tatto; al profumo, non al
gusto. Come se l'emozione volesse porsi menomata,
limitata, sospesa. Fuori dal tempo, in uno spazio in cui
gli assi cartesiani si trasformano in frequenze. Una
sottile vibrazione che dilata ma non chiede forma, tratto,
disegno, segno definitivo. E se dopo aver guardato, si
comincia ad osservare, emerge che il significante profondo
e' li' a disposizione, visibile e ricco di profumi: il
colore. Il non colore, il mezzo colore, la rottura dei
toni continui, i chiari e i non-scuri frequenze emotive
decostruite in una gamma di colori permeati di bianco,
gamma che parte dall' infrarosso e va all' ultravioletto.
Ne' materiale ne' spirituale, ne' metafisico ne' astratto,
ne' concettuale ne' geometrico. Altro, oltre, rivelato e
non, carico di ombrosita' e di uno spirito seducente e
femminile. Nel passare dalla pagina web (si consiglia di
osservare, non solo guardare)
http://www.tuttarteonline.it/ArtistiOspiti/rosaspinillo/_private/collezione.htm
ecco scorrere una narrativa delicata, frutto di
ricette che hanno un che di antico, magico, odisseo. E il
tutto con una semplicita' disarmante, che invoca la pace e
l'amore, i movimenti quieti e le indagini argute, la
lentezza esasperante e insinuante. Come un continuato e
lungo rituale di amore, di dubbio, di paura, di angoscia
trattenuta, di morbidezza e di trappole. Nessun equivoco
nel gioco degli equivoci. Questa e' la limpidezza dell'
intrigo, della vita della mezza verita', dell' altra meta'
della terra e del cielo. E' l' arte del mistero che chiama
a qualcosa di sacro, attraverso la via profana. Rosa,
almeno nella mia lettura, mette in opera uno scandalo
sottile, come un rimedio omeopatico o un fiore di Bach.
Nel Ri-osservare la pagina web dall'alto in basso, piano
piano, vi si svelera' una potenza trattenuta che parte
dall' indaco-azzurro, per passare al complementare non
giallo ma oro e attraversare l' inferno dei
rosa-arancio-rossi arrivare in fondo con la ricostruzione
semplificata dei primari (verde-magenta, rosso-ciano,
giallo-blu). Come se il tempo assente dalle opere,
rientrasse tramite l'autore. Un attrito emotivo sempre
presente, languido e illimitato. Perche' le figure non
devono essere figurative, perche' le forme non devono
essere definite e definitive....perche' vibrare e' la
dichiarazione di se' (opera e autore) piu' profonda ma
meno esplicita. E come ultimo suggerimento (fazioso e di
parte) per osservare e fruire le opere di Rosa, e' bene
lasciare il razionale in secondo piano, per entrare in
risonanza con i piani elevati (e/o profondi). Per arrivare
in fine alla propria meta desiderata, conoscersi e
imparare ad amare senza il bisogno del capire, del
collocare, del contestualizzare, del confrontare. Forse,
in fondo, si tratta solo di riconoscere il femmineo ed
entrarci dolcemente. Come prassi di guarigione
esistenziale.
massimo ballerini
novembre 2004 |
|
************************************************* |
|
Parlare dell’operato di un
artista contemporaneo che si dirige verso l’avanguardia e
l’arte moderna è davvero un’impresa ardua e soprattutto
quando si analizzano i lavori di Rosa Spinillo tutto si
trasforma in un compito difficile. Il mondo creativo di
questa giovane ma promettente artista, che spadroneggia di
tecnica e sapere, ci infonde un messaggio quasi violento
che nasconde dietro pennellate confuse, feroci, veloci, il
disagio di una vita che non è sempre come la si vuole.
Manichini che prendono fuoco, maschere tenebrose, fiori
che si trasformano in soli, vecchi cocci di statue rotte,
mitologia, scienza, religione, superstizione: sono questi
i simbolismi che la Spinillo marionetta sulle proprie
tele. Ed ecco come per incanto, apparire quasi per magia,
il Satiro dall’occhio brillante che si contende una preda
con un guerriero dalla lama lucente, oppure le metamorfosi
che la dea Era compie, o ancora ricordi mitologici che ci
rimembrano il passato. I dipinti della Spinillo sono perni
della sua personalità forte, decisa, intransigente,
volenterosa, unica. Forse questo è il vero dogma
dell’arte: trasferire attraverso colori brillanti e decisi
la propria individualità.
Francesco Cairone
************************************************* |
|
“La pittura se non è opera dei sensi
non è opera d’arte,
perché si serve di mezzi che vivono attraverso i sensi di
chi li
osserva e nascono da una sensazione di chi li fa…
Superato lo stadio della bellezza, bisogna che l’artista
lasci
che il vento proprio di quella che una volta si chiamava
l’ispirazione – io direi la folgorazione – entri e non
trovi ostacoli…
”
Primo Conti, da “Interrogazioni”, di Leo Strozzieri,
Pescara 1984.
La ricerca pittorica della poliedrica Rosa
Spinillo, artista, critico d’arte e donna di profonda
cultura estremamente sensibile alle radici elleniche della
sua terra, rispecchia appieno questa riflessione di Primo
Conti. La Spinillo, dipingendo, compie una pura operazione
dei sensi, si lascia guidare dall’istinto e
dall’ispirazione e sulla scia di questo vento creativo le
forme prendono vita nel supporto. Sicuramente folgorata
dalla cultura classica come ella stessa più volte fa
notare“Vivo a periodi alterni in una piccola colonia
della Magna Grecia, l’antica Poseidonia – Paestum per i
romani, dove come una novella archeologa ho scavato in
quella antica cultura le forme del presente”, tiene
però ben presente anche la lezione metafisica di Giorgio
De Chirico e di Alberto Savinio e il suo lavoro si muove
difatti fra una continua riflessione sul mondo greco e una
irreale atmosfera metafisica. Se le figure traggono
ispirazione dalla mitologia, da antichi guerrieri e in
genere dalla profonda cultura classica, la scena è calata
in un contesto metafisico fatto di colore e atmosfera, di
enigmatica solitudine e di impressionante contemplazione.
Il colore e dato a piccole dosi, con campiture ridotte ma
con pennellate forti e decise, materico e pastoso, Rosa
Spinillo usa tutta la gamma cromatica ma predilige le
tinte calde ed intense come il giallo, il rosso e
l’arancio. Lo sfondo spesso rappresenta la campagna della
sua regione con gli arbusti tipici e l’aspro terreno ma
non si dissocia dal contesto e diviene parte integrante
dell’opera, sempre attraverso un particolare uso della
materia pittorica. Come nell’ambientazione si risente
indubbiamente dell’influenza metafisica, per i temi
trattati non si può non tenere presente il parallelismo
con un altro grande artista che dalla cultura classica
trae la sua ispirazione, Igor Mitoraj, controverso
scultore che da anni riproduce in bronzo, sezionate e
frammentate, splendide figure di derivazione ellenica,
prediligendo le rappresentazioni di Apollo e Afrodite. Le
opere di Igor Mitoraj sono decisamente belle ed
estremamente coinvolgenti ma seppur derivate da profonde
riflessioni sul mondo greco e frutto di un amore viscerale
per il bello, sono però prive di una qualità che io reputo
essenziale nell’arte, l’originalità. Nel complesso i
lavori di Rosa Spinillo ci appaiono invece intensi ed
appassionati, realizzati di getto ma derivanti dallo
studio dell’arte nella sua totalità, non diventando mai
copie o intenzionali revaival perché conservano una
valenza unica, lo stile e l’originalità. L’artista non
copia gli antichi, agli antichi si ispira e tale
ispirazione la rielabora in un contesto moderno e
rivoluzionario, le forme ci ricordano il mondo greco ma
non sono copie moderne dell’arte greca, come nel caso
delle sculture di Mitoraj che l’unica azione che compie è
quella di ingigantire e sezionare una copia bronzea di un
volto marmoreo di Fidia.
Ricordiamoci che ad oggi nell’arte, tutto è già stato
inventato, ciò che distingue i lavori degli artisti e li
connota come opere d’arte e la sensibilità…
Danilo
Sensi
*************************************************
La Pittura di Rosa Spinillo
Anche
coloro che non hanno letto Proust
conoscono l’episodio iniziale di
Alla
ricerca del tempo perduto, nel libro
La strada di
Swann.. Qui il
ragazzino assapora una tazza di the nella quale inzuppa un
dolce particolare che dice che si chiama
madailene egli afferma ‘ho
gustato la madaleine con
maman, è un emozione che mi
induce in uno stato di turbamento e non so come parlarne.
Da quel gesto, dal quel contatto il ragazzo
cerca e trova le sensazioni profonde intime di un
turbamento, sono sensazioni che rimandano
ad altre sensazione in un gioco
che ricerca le radici profonde di quel istante per
ricreare nuovi istanti. E’ un viaggio nell’essere che si
snoderà lungo tutta le
Recerche.
Questo viene in mente osservando un quadro di
Rosa Spinillo, si
viene travolti da un
turbamento, in principio è difficile parlarne, ma dopo,
improvvisamente, le sensazioni prendono il sopravvento ed
inizia una ricerca delle origini dell’essere in quel
tempo. E’ questa un percorso di un’esperienza di pittura:
tentativo di passare dall’immagine all’io, trovare il
significato delle sensazioni e da esse
all’agire. Le radici di tutto questo è nella pittura
ellenica di Rosa Spinillo, ove
terra e luce si mescolano in un gioco moderno, il tratto
può apparire semplice ma subito vi si scorge una sapienza
pittorica di alto livello, la
scelta dei colori cosi vivi e pressanti dettano i canoni
di tempo e scena, e poi ecco il tocco regio: la luce; essa
giunge nella forma dell’occaso poetico dando una
prospettiva di sospensione. Immagini di rovine, di muti
segnali del passato che
appaiono subitaneamente belli, essi, come sono dipinti non
testimoniano una decomposizione ma una sopravvivenza.
Quei quadri sono un segno, un indicatore
, una finestra su un passato integro, su una vita
che non è più, ma che, come ogni, vita ci interessa., ci
attrae. Tutto ciò che è stato vivo, tutta la nostra storia
fa parte del nostro essere.
L’arte di Rosa
Spinillo è così arte in se
perchè è un emozione, è come
una necessità, un nutrimento che permette di maturare, di
crescere, di vedere le cose sotto un’altra angolazione a
ciò che si era
prima
dell’incontro con l’oggetto raffigurato.
Ma non vi è solo la rovina che si esprime col nostro tempo
in quanto l’ha costruito, ma vi
sono figure di donne universali, vi è Andromaca, Antigone,
Ecuba, Elena, Ifigenia e via
enumerando, gli archetipi di tutte le donne, esse sono
raffigurate in modo ieratico immersi nel riverbero fino a
trasfigurarsi a volte con vortici di luce che giungono
sino a noi, alla nostra quotidianità. Vi è nell’eterno
ellenismo di Rosa Spinillo,
quelle fondamenta che costruiscono le nostre radici
socio/culturali della nostra normalità: è una risposta
laica e razionale ai troppi irrazionalismi e dogmi che
oggi invadono la società e l’avvelenano ed insanguino. E’
così espresso compitamente l’eterno
logos del
prodigio greco, i duecento anni che hanno cambiato la
prospettiva degli uomini verso di se e verso il mondo e
l’hanno cambiato per sempre aprendo il passaggio al
futuro.
Giancarlo Nobile
************************************************* |
| |
|
|
I testi, le foto e le immagini delle opere
contenute in questo sito e collegate ad esso, appartengono al pittore
pertanto è vietato un qualsiasi utilizzo delle stesse o di parte di esse
se non espressamente autorizzato dall'artista |
|
|
|
|
|
|
|