Critiche

Quella di Angelo Bellanova è una pittura figurativa -realista ,è stato allievo del maestro Vespignani, inizialmente è attratto ,come dimostrano le sue prime opere(gli Amanti,L'attesa,il gioco ecc..), dalla pittura metafisica e dal surrealismo ,dopo gli studi accademici inizia il suo personale cammino artistico,il suo spirito irrequieto lo spinge ad una ricerca affannosa della perfezione e lo porta ad una continua evoluzione ,nel tentativo di rappresentare lo spirito delle cose ,  una verità che solo attraverso l’arte si può possedere e dare,egli con il suo fare artistico filtra le sensazioni del mondo che lo circonda e ce le restituisce con il linguaggio visivo .Durante il suo soggiorno in Sicilia abbandona per un breve periodo la pittura tradizionale avvicinandosi all’arte concettuale per la quale elemento più importante è l'idea che sta dietro l'opera piuttosto che l'abilità tecnica della sua esecuzione,in questo periodo da origine a una produzione molto diversificata che tocca i temi dell’arte di protesta sociale,dello stesso concetto di arte, attraverso la convinzione che i  "concetti" possono essere comunicati attraverso diversi mezzi espressivi,da qui il suo utilizzo di materiali spesso riciclati come  segnali stradali,corde,catene,porte ,finestre, sedie,letti,dischi  ,installazioni  realizzate per luoghi specifici,in  alcuni casi il paesaggio stesso diviene parte integrante dell'opera d'arte, come nel caso della Land Art, o arte ecologica .Si ricorda a proposito la sua performance sul  cratere innevato dell’Etna con segni di colore rosso che tracciano spirali,scritte ed SOS contro un indiscriminata mancanza  di rispetto da parte di una civiltà senza scrupoli verso” madre natura”.Ha dipinto Una pala d'altare per una chiesa del 600 presso Brindisi attualmente l'artista sta lavorando alla sua nuova produzione per il ciclo di tele dedicato alla sua tanto amata Puglia , ai  colori ,calori e sapori della sua tanto amata terra .

Recensioni

La Repubblica; Il Quotidiano; La Gazzetta del Mezzogiorno; Intervista a Canale 5; Puglia TV; Telenorba (Ostuni);Pubblicazione sul Volume “Arte italiana dal Novecento ad oggi”,casa editrice L’Altromodo di volare.

 Scrivono di lui:

Angelo ama spaziare tra i diversi generi : natura morta,paesaggi,ritratti ed è un ottimo cromatista, le sue opere hanno un segno morbido e avvolgente; le campiture, ricche di sfumature e di passaggi tonali, sono vaporose e leggere. E palese il riferimento al linguaggio pittorico di Piero Guccione filtrato attraverso le indicazioni tecniche ed estetiche del suo maestro Enzo Indaco.

(Prof. Paolo Giansiracusa) docente e critico d’arte.

 

Angelo un amico fraterno e capace di esprimere toccanti livelli di sensibilità. Nella sua ricerca ancora segnata dall’esigenza di comporre il frastagliato e impenetrabile tratto dell’artista si costruiscono gli alti livelli dell’espressività. Il motivo conduttore del suo affanno artistico si rileva nello straordinario imprimatur che l’uomo gode nei confronti della realtà. Le dimensioni per cui vengono rapportate allo stato d’animo, la deformazione non patologica ma geometrica dei soggetti,rileva l’esigenza della riacquisizione del dominio dell’uomo sulle cose. Non il senso dell’antropocentrismo megalomane,ma la sofisticata e leale riaffermazione del principio cristiano della centralità dell’uomo,attorno a cui e per cui esistono le cose. La sofferenza che prende sembianze umane,pur rivisitazione di un inquieta rimozione onirica,offre il fianco ad un’espressività che si appalesa nell’esaltazione del “minus”.Il più piccolo,l’emarginato,diviene protagonista e l’ironia presenza inquieta,traccia i limiti alla interpretazione e come parabordo convince la nostra mente a definire l’esaltante partecipazione che in alcuni,più sensibili, può persino giungere a livelli degni di condivisione. Una per tutte  un autoritratto, in cui l’autore è raffigurato da due mani che dietro un ipotetica schiena sono legate tra loro. Il simbolismo che ne deriva ci riporta all’ esigente riconoscimento dell’identità che l’autore persegue nel suo complesso sistema mediale.  Giancarlo Sacrestano

 

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